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"se apro un libro, migliaia di farfalle si liberano"

Mario Giunta

2 luglio_ maurizio vetri editore

COLLANA /Fotografia/

aggiornato il 17 Giugno 2017

Enrico La Bianca

INVISIBILI

 

Fotografie

CollanaFotografia/6

E una luce trasversale ferisce con un sol colpo gli occhi dell’anima e catapulta lo sguardo in una dimensione visionaria e incantata: ogni particolare diventa, così, corona dell’assenza, ogni gesto ritratto modifica la prospettiva, ogni angolazione ottica viene sovvertita da un  gioco di luce.

Una luce trasversale che crea un intreccio di quiete e d’azione, di attesa e sollevata preghiera, di ombra lontana e di ascesa celeste: ecco la Donna nel suo peso annullato, ecco la Donna nella sua grazia divina ascendere dalla terra coperta di basole sulle spalle degli uomini

Nudi di luce.

L’odore acre della polvere da sparo si mescola al profumo pastoso dell’incenso e stordisce i sensi e la memoria: tutto ritorna indietro in un passato che si ripete senza tempo e senza spazio, tutto si annulla e rinasce in una nuova luce non conforme alla realtà vissuta ma percepita dai sensi coinvolti e potenziati.

Se nel cielo si leva il fumo dei botti in trionfo, dalle vie si alza chiassosa  la preghiera, gli sguardi scendono sui piedi sporchi  di chi con sforzo e sudore rivive la storia di un antico passato; gli occhi uni incontrano gli occhi altri, ma la luce filtra e trasfigura con leggere trasparenze gli uni e gli altri, la luce annulla e leviga ogni uno e ogni altro.

La luce salva dalla banalità, accorre in aiuto al ritratto e lo purifica, restituendolo al principio della giusta invisibilità.

Dalla Prefazione di Consuelo Cantaro

 

 

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Collana/Fotografia/5/

Fotografie di Fabio Marino

La Settimana Santa a Enna

Diario Visivo di segni e rituali tradizionali

 

 

 

Se per la Chiesa cattolica la Pasqua rappresenta il fulcro del suo magistero così come, nel solco dei suoi antichi insegnamenti, si è andato poi consolidando alla luce dei dettami della Controriforma volti ad esaltare il momento della Redenzione e costituendo la solennità più importante del suo calendario liturgico, per il popolo siciliano essa rappresenta sì la festa religiosa più importante ma costituisce pure un vitale momento di aggregazione in cui ognuno è spettatore e attore, ora dolente ora esultante, dei suoi riti devozionali, vari e complessi, caratterizzati da significative simbologie e imbevuti di influssi spagnoleschi....

 

dalla prefazione di Rocco Lombardo

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2 luglio_ maurizio vetri editore

Lattuca, Marino, Modica, Piscitello, Puglisi

DUE LUGLIO Cultura, appartenenza, identità ad Enna

Capire da dove veniamo, rappresenta una necessaria lente per guardare a ciò che siamo non solo in termini sociologici ma anche nell’intimo della dimensione psicologica, e l’evoluzione dei modelli epistemologici ha portato a guardare i fenomeni collettivi come fenomeni anche profondamente personali.

Tra i fenomeni umani la cultura è senza dubbio tra i più complessi, un insieme di meccanismi di controllo messi in atto allo scopo di orientare il comportamento, senza i quali “il comportamento dell’uomo sarebbe praticamente ingovernabile, un puro caos di azioni senza scopo e di emozioni in tumulto, la sua esperienza sarebbe praticamente informe.” (Geertz 1987, 89)

Non esiste natura umana indipendente dalla cultura (ibidem, 93) e non c’è uomo senza cultura, intesa quale fondamento strutturale e strutturante dello psichismo umano poiché essa è in fondo un’insieme di enunciati sulle origini, sul perchè delle cose.

Ciascuna identità è dunque il risultato di processi millenari di trasmissione di contenuti culturali che riemergono in particolari fenomeni socio-ambientali i quali sembrano favorire particolarmente l’espressione della comune origine fondativa dell’ethos di un popolo.

 

dall'introduzione del Dott. Giancarlo Pintus

Collana/Fotografia/4/

Collana/Fotografia/3/

Enrico La Bianca

Segni di fede Appunti fotografici sul Venerdì Santo a Enna

 

 

Nel presentare il suo libro di fotografie, Enrico La Bianca cita una disputa tra Leonardo Sciascia e la Chiesa cattolica, ponendosi, o riproponendo, la domanda sulla natura autentica delle sacre rappresentazioni e delle feste religiose in Sicilia. Esprimono esse il reale coinvolgimento nella fede cristiana, la partecipazione collettiva al mistero e alla morte del figlio di Dio, o sono piuttosto reviviscenze degli antichi atteggiamenti pagani? Il che equivale a dire: sono da ascriversi esclusivamente alle tante manifestazioni del folclore e delle tradizioni popolari, o hanno a che vedere col trascendente? Esprimono un afflato religioso o sono semplicemente la messa in scena di un dramma tutto umano – morte, malattie, indigenze, persecuzione, assassinii, tradimenti, oppressioni – trasfigurato nel linguaggio del mito di cui la religione farebbe parte?

 

Dalla prefazione di Savatore Chiello

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TIRATURA LIMITATA

Collana/Fotografia/2/

Maurizio Vetri PALIO DEI BERBERI Cavalli e cavalieri a Calascibetta

Tra un battito di ciglia e l’altro

Diamo per scontato cosa voglia dire per un attimo “immagine”, ”soggetto”, ”oggetto”: pensiamo tra un battito di ciglia e l’altro!

Quando alcune foto riescono a captare i rapporti di luce, fa il suo ingresso un mondo visibile, un evento unico.

Un dipinto per esempio, va guardato immergendosi nelle pieghe del colore, tra lo spessore della sua superficie, tra la prospettiva di rapporti figura-sfondo: la mano è passata di lì con lo sguardo, e ci si deve preparare ad inframondi paralleli che stanno accanto al tutto, che aprono pieghe nelle pieghe, un mondo dentro al mondo.

Con l’immagine fotografica, si manifesta invece una particolare sospensione. (continua)

dalla prefazione di Gaspare Gentile

 

Collana/Fotografia/1/

Maurizio Vetri Slow Visions Visioni dal Venerdi Santo a Enna

Mi stupisco guardando le immagini fotografiche di Maurizio Vetri.

Non riesco, al primo approccio, a capirne le motivazioni.

Sono fotografie e in quanto tali dovrebbero rimandare ai soggetti fotografati.

Invece no.

La soggettività del fotografo non viene posta in secondo piano.

Forse perché Maurizio ha maturato una sua realtà autoriale. Forse perché nelle sue immagini c’è uno scambio tra fuori e dentro. Forse perché crea, nell’istante storicizzante dello scatto, una congiunzione tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.

Continuo a non raccapezzarmi.

C’è una ricerca formale nelle sue foto senza una esasperata tensione ad un estetismo fine a se stesso. I colori sono equilibrati e non affondano mai in un contrasto eccessivo..........

 

(dalla presentazione di Massimo Estero)

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