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"se apro un libro, migliaia di farfalle si liberano"

Mario Giunta

COLLANA /Narrativa/

aggiornato il 18 Maggio  2018

Filippa La Porta

 

Di notte... le stelle

 

 

Collana/Narrativa/15/

Ebbene. Questo libro non è un racconto fantastico o una bella fiaba in cui tutti vissero felici e contenti.

È la storia di un uomo, o meglio, la storia di un’anima che ha dovuto patire la sofferenza del cuore, per non soccombere ad essa.

È l’elogio alla forza individuale, all’umiltà che, abbandonatasi alla legge, ha trovato finalmente giustizia.

Da docente ho varcato la soglia della Casa Circondariale “Luigi Bodenza” di Enna nel settembre del 2015, con una immensa tristezza in un incerto incedere, vedendo chiudere alle mie spalle ben sette, dico sette, tra porte di ferro blindate e pesanti cancelli.

Nell’attimo eterno in cui un minuto sembrava non passare mai, quegli occhi, quei sorrisi forzati dei detenuti pentiti, in penitenza costante, si scagliavano prepotentemente squarciando il velo della mia quotidianità e aprendo scenari che mai avrei potuto immaginare.

In un eloquio sempre più profondo e dinamico, la nebbia dei pensieri lasciava spazio ad una, fino ad allora, ignota verità.

Abbracciando nello stesso sguardo quelle coscienze imbrigliate nei reati commessi, provavo ad affrancarle da quelle travagliate esistenze oppresse dai sensi di colpa, accompagnandole, tra una lettura e l’altra, lungo quella stagione così complessa che è la vita.

Ed è stato in quel luogo alienante che ho conosciuto Faisal.

Dalla prefazione di Filippa La Porta

 

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Francesco Paolo Fulco

 

Nostos - Il ritorno

 

 

Collana/Narrativa/14/

Il viaggio del protagonista comincia il 21 Luglio 1975, da Torino verso Enna e da quel giorno comincia anche il suo viaggio interiore, per scoprire.

Scoprire per capire se stessi e il senso della vita.

Scoprire il senso della vite altrui, quando è possibile.

Francesco Paolo Fulco ci trasporta indietro nella storia descrivendo le vite degli altri in episodi storici fondamentali per la storia della nostra isola e per la comprensione del nostro essere “Siciliani”

Dagli anni 70 a Garibaldi, Mazzini, il brigantaggio, la borghesia siciliana, la miseria e la nobiltà dell’uomo, raccontati nei ricordi (viaggi indietro nel tempo) delle persone che il protagonista incontra e dai quali vuole assorbire tutto ciò che è possibile, per capire.

Capire il senso della propria vita.

Il ritorno così descritto diventa quasi un’azione di autoanalisi e identificazione, per quanto possibile, della propria identità umana, al di fuori di ogni possibile regola costituita e dove tutto può essere possibile, dove i paesaggi aridi, brulli e senza colori si trasformano in prati verdeggianti e vivi, come il freddo inverno si trasforma improvvisamente in una radiosa primavera.

Adesso possiamo ritornare.

Dalla prefazione di Maurizio Vetri

 

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Carmelo Percivalle

 

Misogi - Purificazione

 

 

Collana/Narrativa/13/

L’altezza è profondità, l’abisso è luce inaccessa, la tenebra è chiarezza, il magno è parvo, il confuso è distinto, la lite è amicizia, il dividuo è individuo, l’atomo è immenso. (Giordano Bruno)

 

I personaggi, Brigitte, Rohan e Carol hanno un denominatore comune, sebbene lo realizzino con “rituali” differenti, appartenenti comunque all’uomo e alle sue dipendenze. Preparazione, maturazione e realizzazione... Misogi Purificazione. La capacità di mantenere la mente in una lucida concentrazione, consapevole e vivificata, per poter riconoscere il dolore, accettarlo e lasciarlo entrare. È quello che è. E tutti possiamo continuare. Avere la forza di fare ciò che si decide di fare.

 

Ognuno dei tre personaggi dovranno ritrovare il Divino in loro, dove “i piani della coscienza si intersecano e si mischiano consentendo di dominare la realtà ed essere contemporaneamente dentro e fuori di essa...” tutti eroi del mythos e epos antichi per cercare risposte alle eterne domande, alla ricerca dell’immortalità in una sorta di sistemazione organica del pensiero, in cui esiste l’auspicabile ritorno all’amoralità, che a differenza dell’immoralità, definisce le azioni che dalla norma etica prescindono completamente. La scoperta dell’autonomia delle varie sfere di vita spirituale, per cui ciascuna di esse deve valutare i suoi “prodotti” sulla base di criteri che le sono intrinseci, in opposizione alla loro gerarchizzazione... caratteristica del nostro mondo attuale.

 

 

Dalla prefazione di Carol Saito

 

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Dall'Autore di

ENNANOIR un Paese in controluce

Manuel Di Maggio

 

Di silenzi e di sangue

 

 

Collana/Narrativa/12/

LScappari è vrigogna, ma sarbamintu di vita, dicevano i vecchi saggi di paese, coloro ai quali piaceva condensare in poche sillabe - magari tra un carricu scaraventato con soddisfatta baldanza sul tavolo da gioco e un bicchiere di vino - delle verità che altrove avrebbero richiesto pagine su pagine e interminabili, noiosissimi esempi di incomprensibile esegesi. E come sempre, i vecchi - che ci piace immaginare con la coppola in testa e una sigaretta senza filtro penzolante da un angolo della bocca - ci azzeccavano. Già, perché se è vero che a fuggire dai pericoli si rischia di coprirsi di vergogna, è altrettanto vero che si porta a casa la pelle - risultato, quest'ultimo, magari meno nobile e di non imperitura memoria, ma pur sempre desiderato da quell'atavico istinto di autoconservazione che nessuna evoluzione potrà mai sopprimere.

Dall'altro lato, però, c'è chi ha detto che "Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola," (Paolo Borsellino) rivendicando così il diritto - o il dovere - di affrontare la paura che fa scappare dai pericoli con il totale sprezzo della stessa, a costo di quella pelle che invece si vorrebbe portare a casa sempre e comunque. E questo non per trasformarsi in eroi - che di quelli i libri di storia sono già pieni - ma perché - proprio come chi fugge, seppur da un angolo diametralmente opposto - non si vede nessun'altra soluzione se non agire.

Ecco allora all'opera queste due diverse forze che, tirando ora da una parte ora dall'altra, determinano le azioni e il destino di tanti uomini ora protagonisti di avvenimenti che finiranno sui libri di storia, ora di altri che, pur rimanendo ignoti a contemporanei e posteri, non per questo sono da considerarsi di minore importanza.

 

dalla prefazione di Tony Colina

 

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Abel Bordonaro, Filippo Cannizzo, Manuel Di Maggio, Dario Pellerone ,

Michele Russo, Davide Vaneria

 

Le Strade

 

 

Collana/Narrativa/11/

La filosofia spiega, la letteratura fa capire con il racconto.

Un dibattito così arduo e duro da decifrare non può che essere la chiave di lettura principale di questa raccolta di racconti, Le Strade, un’opera che ho avuto la soddisfazione di editare, potendomi così avvalere di un gruppo di autori dal sicuro avvenire: dei giovani appartenenti a questa tanto vituperata generazione i quali sin da subito mi hanno colpito per la loro profondità.

Ma ciò non rappresenta una scoperta, né Le Strade può definirsi un esperimento visto che parte degli autori – Dario Pellerone, Davide Vaneria e Abel Bordonaro – l’abbiamo già vista tra i nomi presenti in Nessun Titolo, libro sempre edito dalla casa editrice, ma non solo, poiché tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa raccolta di racconti, chi più chi meno, può contare partecipazioni o vittorie a concorsi letterari, direzioni di giornali e altre esperienze culturali non indifferenti se raffrontate alle critiche che vengono fatte alle nuove generazioni.La stessa casa editrice, l’anno scorso, è stata felice di pubblicare un libro, Ennanoir - Il Paese in Controluce, scritto da uno degli autori qui presenti, Manuel Di Maggio, all’epoca ventitreenne...

 

dalla prefazione di Maurizio Vetri

 

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Maurizio Caruso

 

Tutto è morbido come un cuscino

e altre storie

 

 

 

Collana/Narrativa/10/

Diciannove racconti come cortometraggi, gli scritti di Maurizio Caruso, si vedono, sono palpabili perché vissuti con quel piglio ironico, come in “Scatole di banane” che li rendono straordinariamente apprezzabili.

In essi si può notare tutta l’ironia e la sagacia di un autore esordiente che, con mano spigliata, racconta frammenti di vita quotidiana, annoverando attimi vissuti e fantasticando di nuove avventure.

Ho notato la tipica sopportazione meridionale  di chi torna alle origini e, suo malgrado, s’impossessa del suo status primordiale sbirciando negli anfratti delle umane “peculiarità”, descrivendole magistralmente. Nel contempo, l’autore di traveste da giovane globe trotter che calpesta le strade europee come in “Hengky Kurniawan e’ tornato in Europa” con timido candore ed assoluta perspicacia.

dalla prefazione di Sebastiano Impalà

 

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Giusy Panassidi

 

I carusi delle solfara

Vergogna e schiavitù

 

 

  Collana/Narrativa/9/

Filippo il protagonista di questo racconto, è un uomo che ha oltrepassato la novantina, da circa due anni si è trasferito nella casa di riposo del paesino dell’entroterra siciliano dove è nato ed è sopravvissuto per vent’anni, si proprio così “sopravvissuto” ma non alla guerra quella che tutti conoscono o ricordano, lui ha combattuto una guerra  fatta di armi diverse, ma non per questo meno orribile e drammatica, costata la vita a migliaia di esseri umani tra cui tantissimi bambini siciliani “indifesi” ricordati da molti come i “carusi della solfara” che sono morti in quei campi di concentramento chiamate miniere...

...Filippo ricorderà nonostante siano passati più di settantanni quei terribili anni ancora con molto dolore, le violenze e la schiavitù subite insieme ai carusi della solfara, colpevoli solo di essere nati in quella “ricca terra” che non ha saputo farne la propria ricchezza, ma quella di altre nazioni e la disgrazia di avere un “corpo piccolo” utile per estrarre nel minor tempo e costo quell’oro chiamato zolfo...

Brani tratti dalla prefazione di Giusy Panassidi

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Gianni Virgadaula

Charlie e Hadolf

 

 

 

Collana/Narrativa/8/

Uno dei misteri più sconvolgenti del XX secolo.

Chi erano veramente Charlie Chaplin e Adolf Hitler?

Un segreto custodito a lungo nelle pagine ingiallite di una lettera.

Complotto, intrigo internazionale, o oscura profezia?

Un giallo che trova snodo negli anni della Seconda guerra mondiale, partendo dagli Stati Uniti sino ad approdare nel cuore innevato della Baviera, sul monte Kehlsteinhaus, meglio conosciuto come Il Nido dell’Aquila.

 

 

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Tony Colina

Vuoti a perdere

 

 

 

Collana/Narrativa/7/

 

... Il racconto si sviluppa a spirale attorno alla triste storia di Rosa Malastella e ai precoci fallimenti delle sue storie sentimentali che le lasciano un’eredità di bocche da sfamare e una totale assenza di mezzi per saziarle. L’avviamento alla prostituzione diventa per lei uno sbocco obbligato e forse anche un destino tracciato per le sue figlie. Due di queste, adolescenti ma alquanto disinibite, Viviana e Monia (quest’ultima cresciuta in Belgio presso la famiglia del padre, rientrata a Rocca Nivera, e che ignora la vera attività della madre), stringono amicizia con un compagno di scuola, un ragazzo difficile, figlio unico di una famiglia ‘normale’, bulletto e capo branco di altri soggetti a rischio di abbandono scolastico, ai quali una teoria pedagogica assurda e suicida, assicura impunità e mano libera.

 

dalla prefazione di Renzo Pintus

 

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Manuel Di Maggio

Ennanoir il paese in controluce

 

Collana/Narrativa/6

In una Enna che vive gli anni del dopoguerra, mentre romba il motore una Fiat 1400 e tra la nebbia una musica di Thelonius Monk. Il protagonista che legge Senilità di Italo Svevo e indossa un cappello Barbisio. Un prete che gioca a scacchi e conosce Conan Doyle.

Tutti gli elementi per un perfetto noir.

 

 Ma chi si aspetta da queste pagine di trovare soltanto un classico giallo di provincia rimarrà sicuramente deluso: Manuel di Maggio è un autore troppo colto per ridurre tutto a qualche inseguimento, colpi di pistola e colpevoli consegnati alla giustizia: nelle sue pagine sono riconoscibili le influenze dei suoi autori preferiti come Spillane, Hammett, Chandler, Dostoevskij, Camus, Fitzgerald e molti altri “giganti” della letteratura mondiale non certo di moda tra i giovani della sua età e sicuramente impegnativi per la lettura e l’interpretazione dei contenuti profondi.

 

dalle note introduttive dell'Editore

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Opera finalista al premio nazionale di letteratura umoristica Umberto Domina edizione 2016

Mario Rizzo

L'Acqua Dentro

 

Collana/Narrativa/5

Terreno di tensioni sociali, di contrasti quotidiani. Le condivisioni accendono polemiche, rinfocolano conflitti. Striscianti o urlati.

“L’acqua dentro” racconta di un problema in un condominio che diventa una guerra di posizione.

Una coppia consolidata ha il pensiero rodente della gestione dell’appartamento sottostante, eredità di  famiglia. Ne avverte il peso del possesso, il carico  mentale...

E quello che sembra la risoluzione del problema, la vendita ad una famiglia rumorosa e numerosa, capace di ravvivare quel mini condominio, diventa  in realtà un problema di ritorno, snervante e irritante. E questo per una perdita di acqua imprevedibile per tempi e modi.

In un gioco delle parti che si sviluppa con i tempi e l’incertezza del giallo. Un duello che va avanti non come uno scontro all’arma bianca, ma  tirando di fioretto.

 

dall'introduzione dell'Autore

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 Collana/Narrativa/4

NESSUN TITOLO

 

La presente pubblicazione raccoglie dieci racconti spontaneamente ideati e scritti da alcuni studenti che nei passati anni scolastici hanno frequentato le scuole superiori di Enna.

L’iniziativa è partita direttamente dagli stessi studenti ed è al loro spirito di intraprendenza che si deve anche la faticosa ricerca di un editore disponibile a pubblicare il testo.

L’istituto scolastico che io dirigo non ha fatto altro che prendere atto, con soddisfazione, della loro ammirevole iniziativa.

La maggior parte dei giovani autori ha frequentato l’Istituto Tecnico del settore Amministrativo e del settore Tecnologico.

A loro si deve il coinvolgimento degli altri studenti delle scuole superiori della città di Enna.

L’iniziativa scaturisce, indirettamente, anche dalla forte motivazione e dal forte interesse che i docenti delle materie letterarie hanno saputo infondere negli studenti.

L’iniziativa, inoltre, è la conseguenza delle azioni di educazione alla lettura previste dai vari piani dell’offerta formativa che sono stati elaborati nei vari anni scolastici.

 

Dalla prefazione del Prof. Angelo di Dio

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 Collana/Narrativa/2

“Più uno di due” è un dono. È stato questo il mio primo pensiero man mano che procedevo nella sua lettura. Sì, perché mai come in quei momenti mi era stato permesso di addentrarmi così profondamente nell’animo di una figlia che vive il dramma di una madre affetta da Alzheimer. Per la prima volta, ho sentito quasi di poter toccare con mano le sue emozioni, i suoi sentimenti, il suo dolore. Vent’anni di colloqui con i parenti degli anziani ospiti della Casa di Riposo in cui lavoro non mi hanno mai portato così vicino al loro cuore. Ed è un cuore colmo d’amore quello descritto magistralmente da Lucia Guttadauria. È vero, è un cuore che a volte sanguina, che a volte è quasi soffocato da una morsa di sofferenza, di paura, di impotenza, di incapacità di comprendere il perché.....

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 Collana/Narrativa/1

E’ grazie all’insistenza di chi leggendo “Non amava l’inverno” che ci troviamo davanti a questo racconto breve che l’Autrice aveva un pò messo da da parte.

Non è la sola opera considerato che dentro i suoi cassetti attendono la pubblicazione altri racconti, poesie, pensieri.

Scritto da quasi un decennio il racconto urlava da da dentro un cassetto!

Voleva finire il suo percorso, cioè giungere al lettore.

Il racconto che si svolge tra realtà e fantasia potrebbe definirsi  un racconto poetico poichè in tanti tratti usa uno stile narrativo che lo rende piacevole immergendo il lettore nello stesso “mondo” dell’autrice.

Realtà, irrealtà, fantasia. Ecco i suoi mondi.

E quanto è vero, conoscendola, che esiste sempre una forte coincidenza tra la propria vita e la vita che si racconta o di cui si racconta.

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