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"se apro un libro, migliaia di farfalle si liberano"

Mario Giunta

FUORI CATALOGO

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COLLANA/Poesia/

aggiornato il 3 novembre 2018

18

Valerio D'Amato

Valerio e la sua Roma

Poesie

Collana/Poesia/18/

Prefazione

 

Parlare del poeta, Valerio D’Amato, mi porta ad immaginare un veliero solcare i mari più inquieti e burrascosi; un Capitano, dal piglio deciso e sangue freddo, riuscire a governare il suo veliero sottraendolo alla furia delle tempeste, fino a riportarlo in salvo, nel porto più sicuro. Questa analisi è frutto di un esame sulla base degli scritti del poeta, il quale fa della sua vita una lezione di vita! Le opere di Valerio, sono un viaggio intorno al mondo interiore; le stesse entrano nella profondità della psiche umana colorandola dei colori di tutto il mondo! Parole d’ordine; emozione, stupore, ironia, caratteristiche queste, che danno quel tocco di originalità ad ogni opera i cui toni, si differenziano l’un l’altro, fino a diventare “pezzi unici”. La ciliegina sulla torta è che molte, delle poesie sono trascritte o tradotte in dialetto romanesco. Una particolarità da non sottovalutare, perché danno quel tocco di fascino in più! Come non citare “Una penna indiscussa” satira stucchevole che trae ispirazione da una statua dedicata al compositore romano Trilussa che com’è noto, era un maestro amato e odiato dai grandi del governo e della Chiesa. Non mancano temi impegnativi, come “Per non dimenticare” poesia toccante, che riporta alla memoria gli orrori della Shoah

 

tratto dalla prefzione di Iolanda Erminia Ferrara

 

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17

Filippo Minacapilli

Solchi d'inchiostro

Poesie

Collana/Poesia/17/

Filippo Minacapilli, ex docente di filosofia, oggi prolifico autore di componimenti lirici, è giunto alla sua terza raccolta di poesie, dove torna a parlare di amore, di libertà, di passione per l’arte e per la vita. I suoi versi nascono nel movimento della quotidianità, hanno tutta l’aria di essere appunti su una realtà che parla solo a chi sa ascoltare la sua voce più profonda. Filippo Minacapilli scrive ovunque l’esistenza abbia qualcosa da suggerirgli. Pertanto la spontaneità è un elemento imprescindibile dei suoi versi, caratterizzati da un lirismo semplice e immediato, il cui veicolo rimane idealmente, ancora oggi, nell’era del digitale, l’inchiostro. Quella materia preziosa e indefinita che racchiude in sé la possibilità della parola. Ed è proprio la poesia “La goccia d’inchiostro” che rende chiaro il titolo di questa raccolta, dove la scrittura assume una sua concretezza, un suo peso specifico, sempre diverso. Le parole sono talvolta vanghe che scavano “solchi” per portare alla luce sorgenti nascoste. Altre volte mattoni con i quali costruire edifici geometrici, come nel componimento Nella casa degli artisti, un’autentica piramide di parole. Altre ancora cesoie affilate che tagliano via la superficie per andare dritte al cuore delle cose. Pochi segni impressi sulla carta, in un’economia della parola che ne rivela il valore agli occhi di un suo umile cultore, convinto che «le parole non dette» non vadano mai «sprecate».

 

 

Dalla Prefazione di Maura Campo

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16

Scheda autore

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Rita Chiusa

Parole di Carta

Poesie

Collana/Poesia/16/

Le parole di carta sono un inno poetico all’ amore, alla vita e alla natura e ci conducono, messaggio dopo messaggio, in una dimensione lirica meravigliosa di guerrieri soli e, molto probabilmente, arresi alla forza travolgente della vita.

Le parole di carta non sono scompigliate dal vento e riordinate dal caso ma, come un dono proveniente da quel vasto universo chiamato mito, scorrono fluide nel rosso di un tramonto lontano tra l’attesa ed il silenzio di un cuore palpitante e come perle d’ambra, goccia dopo goccia, le parole di carta riempiono con cadenza paziente la labirintica spirale dell’anima poetica accompagnata da un popolo di sogni.

 

 

Dalla Prefazione di Consuelo Cantaro

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15

Maurizio Donte

Il Canzoniere

Collana/Poesia/15

Questa che rubo al cuore è la poesia:

sorgente dell’amore che mi sia

 eterna luce, un fuoco di cui adorno

le vie su cui cammino. Va, e sospira

di sé soltanto, il tempo andato, e gira

le pagine che furono e ritorno

ad allora cercandovi armonia (Sonetto 1).

 

Sono versi rivelatori, questi, della chiara scelta di campo che da subito compie Maurizio Donte per fornire al lettore una netta chiave di lettura del suo poièin; un’operazione di trasparenza e di onestà intellettuale. Siamo infatti di fronte ad una vera e propria dichiarazione d’intenti, una sorta di giuramento di fedeltà a quella stagione, “il tempo andato”, da cui egli trae ispirazione e lena, impulso e guida, linfa e canto. Anche se i versi del Sonetto1 si prestano ad una interpretazione immediata e di superficie, che individua come centrali i temi del rimpianto e della lamentatio per quella “smarrita via / che cerco e non trovo”, uno scandaglio attento ci consegna una verità più profonda: il Nostos riguarda, sì, la smarrita via dell’amore e della luce, ma si riferisce soprattutto a quella ineguagliabile e irripetibile età dell’oro della nostra Letteratura fiorita nel Trecento; stagione che affascina oltre ogni dire e che ancora rifulge nei versi degli Stilnovisti e di Dante; ma soprattutto nei versi abbacinanti del suo amato Petrarca. E alle evocate “pagine che furono”, a quelle atmosfere, a quel tempo egli volge il cuore e la mente; e lì, fiduciosamente, progetta il suo ritorno, “cercandovi armonia”.

 

...Una scelta audace e coraggiosa, quella di Maurizio Donte.

La rivisitazione di quella stagione poetica irripetibile e unica. Un’operazione di originale e visionaria forza evocativa, che idealmente getta un ponte con un passato e con quegli spiriti nel cui pensiero e nei cui versi la vera Poesia ancora splende luminosa.

 

tratto dalla prefazione di Umberto Vicaretti

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14

Guendalina Di Natale

ANIMA LIBERA

 

Illustrazioni di Massimo Estero

Collana/Poesia/14

 

Con passo lieve e con animo rinnovato comincia il canto lirico di una moderna Kore, figlia del suo tempo, di questo tempo presente fatto di asfalto, velocità, violenza e speranze.

Il canto di Kore nuova nasce dall’avventura, dal senso profondo della vita “nella sua scia di bellezze pure” (poesia 1 ”E’ un’avventura”), nasce dalla sua voglia di libertà, dal suo divincolarsi da catene opprimenti che la sprofondano nel cuore della terra scura. Il suo Ade non appartiene  né alla luce né alla sua vita, seppure incerta ed ignota, il suo Ade la incanta e la irretisce, la afferra e la stanca, ora la svincola e ora la lega a sé in un gioco altalenante fatto di luce e ombra, di notte e giorno, di preghiera e risentimento.

 

Dalla prefazione di Consuelo Cantaro

 

 

 

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13

FUORI CATALOGO

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Giuseppe Mistretta

Le Rima

antologia di odi e canti

 

Collana/Poesia/13/

Breve osservazione sul linguaggio

 

Il linguaggio questo arcano e misterioso tempio della conoscenza e della comunicazione è diventato oggi, asettica espressione del comportamentismo. E’ gioco forza che l’evoluzione della società condizioni l’evoluzione linguistica, determinando struttura e morfologia della lingua.

Ormai nelle lingue moderne si percepisce la prevaricazione  dell’elemento funzionale-comunicativo sull’elemento stilistico-espressivo.

linguaggio e scrittura non più forieri di espressione, ma di comunicazione.

Esso è stato depauperato della sua componente aristocratica e poetica sacrificata sull’altare della comunicazione funzionale.

La lingua, in conformità alla deriva autoritaria e totalitaria  delle società moderne, non esprime più sentimenti,ma prescrive  e ordina azioni e comportamenti funzionali alla preservazione dello status ante. La parola scritta un tempo recava in sé, il potere di determinare una modificazione magica della realtà e perciò  stesso esprimeva una carica sempre nuova in grado d’innescare  processi e

 

dalla prefazione dell'Autore

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Rita Chiusa

Perle d'Ambra

 

Collana/Poesia/12/

I versi di Rita Chiusa incantano immediatamente.Il lettore è preso dallo stile delicato, sottile che accompagna tutti i componimenti di questa straordinaria raccolta “Perle d’Ambra”, che io amo definire una chicca nell’universo della poesia  contemporanea.

Rita ci prende per mano facendoci partecipi della sua “danza d’amore”, dell’amore dolce, delicato, raffinato.

L’amore, ineludibile fondamento dell’esistenza umana, per cui l’io trova la ragione del proprio vissuto in relazione con l’altro, nel gioco intrigante dei passi di danza che metaforicamente rappresentano il dialogo d’amore cui ogni soggetto aspira per dare senso concreto al proprio esserci.

 

“Se smetti di Amarmi/smetto di Amarti/perchè il mioAmore/

si nutre del Tuo/così sincero e forte”

 

Rita nei suoi versi svela una forte sensibilità verso la Natura ed “elegge” gli elementi primordiali ad attori dell’armonia universale. E così fa dell’amore, alla pari degli elementi naturali, aria-acqua-terra-fuoco, l’archè del vivere. Il fattore primo che “tutto muove”. Costante, in tutta l’opera di Rita, la presenza della persona amata. Anche se lontana, anche se oramai distaccata, assente, il ricordo dell’amore si fa presenza, canto lirico...

dalla prefazione di Filippo Minacapilli

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Calogero Timpanaro

Le nuvole in testa

 

Collana/Poesia/11/

Nelle buie, oscure, nebbiose, ataviche serate ennesi, quando davvero tutto ci sembra senza speranze, quando i sogni sembrano essere svaniti di là nel tempo, quando piangeremo senza sapere di che piangere e rideremo in faccia a chiunque, al vento sferzante di dicembre, all’alone di luce effimera che traspare in cielo fra la fitta nebbia, al passante inconscio di colpe centenarie, al gatto grigio pacificamente accovacciato sul muretto, consapevoli che la vita non va altro che presa in giro, derisa e sublimata nel delirio di poche parole venute dal nulla, al nulla consacrate e al nulla riconsegnate come ceneri, forse non ci conforta il pensiero che qualcuno, un amico, te stesso forse,...

 

 

 

 

dalla prefazione di Maurizio Debole

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10

Speranza Messina IN SU LE STELLE

Collana /Poesia/10/

“In su le stelle tu divina appari” Speranza Messina intitola così la sua raccolta di poesie il cui tema conduttore è Enna la sua città. La parola “stelle” riappare più volte nella trama poetica come più volte appaiono le parole sogno, favola, fatato, amore, magia, parole che ci fanno intuire che la città cantata è più la città del desiderio che la città della memoria. Nel suo romanzo Le città invisibili, Italo Calvino fa descrivere da Marco Polo all’imperatore dei Tartari Kublai Khan, che lo interroga, le città del suo immenso impero. All’imperatore Marco Polo dice:” D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” e proprio con una domanda posta alla città, la nostra poetessa, nella composizione: “Una giornata ennese” inizia il suo poemetto: “Perché non accogli i tuoi figli, invece di orfani lasciarli in terra lontana?” e la risposta sono le lacrime della città che “scompare”. Da qui in poi Enna diventa sogno, una città “visibile” solo a chi l’ama, e di questo Speranza è consapevole, infatti dice “Le nuvole in cielo ti tengono nascosta” rivelando solo vestigia del passato quando “dileguandosi per incanto mostrano la bella proposta: di Cerere la rocca, la Torre Pisana, lo Svevo Castello...”

dalla prefazione di Federico Emma

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Sebastiano Impalà Normanni e visi d'arabi

Collana /Poesia/9/

Leggere questa raccolta del poeta Impalà significa indossare lo sguardo di un viaggiatore e farsi trascinare lungo le irte strade dell’inconscio, perchè il viaggio e il poeta sono un unicum indivisibile.

Ricorrono nei suoi versi immagini di sandali spellati e scarpe bagnate, parole come tragitto, tram e vagoni di treno, forte è l’anelito di ricongiungimento alla sua terra, spesso paragonata a una donna dai seni abbondanti, emblema di fecondità, nutrimento e accoglienza.

Ho riconosciuto nei suoi versi la sindrome del tutto e nulla, tipico di chi a lungo ha vissuto altrove, immergendosi nel tutto della nuova terra, stringendo tra le mani il nulla nell’atrio immacolato del rimpianto.

Una costante della sua poetica è l’amore per la sua terra a cui dedica l’ultimo pensiero prima del sonno, ma anche la ricerca del nuovo “sarò uccello dalle ali bianche in cerca di ristoro sulle fresche colline del tuo viso” e di ciò che è già stato “ti cerco e ti trovo amore perduto nel duodeno del mondo”.

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8

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Tania Malla Gocce del passato

                    Poesie

 

Collana /Poesia/8/

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Svuoto l’anima

Svuoto l’anima la sera di ipocrisie altrui,

di tormenti come uragani,

che arrivano in un attimo

e ti cancellano la vita dentro.

E l’anima grida

come sirena

che incanta.

Non ha vendette,

né odio e né speranze...

Per chi ha

devastato il suo raggio di luce.

Ha solo il vuoto

di chi è già morto,

tante volte.

Tania Malla

7

Mario Giunta  ZAMPE DI MOSCA Poesie

Collana /Poesia/7/

Di grande spessore, la Poesia di Mario Giunta. Fuori da schemi e da gabbie semantiche, si rivela, fin da subito, per quella che è: immediata ed essenziale, delicata e travolgente.

 Alcune volte, pare di udire il sibilo della verità del Poeta; nuda verità che - dall’intimo - oltrepassa il limite tra chi scrive e chi legge.

 

“Questi sono i giorni della poesia, la gente e’ fuori con abiti semplici e la mia casa e’ regno di saggezza...”

 

Come non cogliere in questa poesia del 1969 (secondo me baricentro di tutta l’opera) la pre-“visione” che, negli anni a venire, avremmo vissuto sempre meno felici e sempre più deprivati da quella che io definisco la “semplicità poetica”, quella semplicità che affratella gli uomini protesi all’elevazione dello spirito? E in quale casa, oggi, regna la saggezza?

 

 

dalla prefazione di Sergio Cancelliere

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6

Anna Maria Mangione   LAMPI DI VIOLA

La sua poesia come una cascata di cristallo è una registrazione del suo mondo interiore con icone morbide, suoni e sentimenti.

Tre fiumi convergenti nel mare della sua anima esprimono il suo mondo interiore delicato, morbido.

Il sogno perduto, la delusione e l’illusione della realtà e la contemplazione dell’eterno.

Vorrei riferirmi ad alcuni versi delle sue poesie, gocce trasparenti del mare infinito della sua ispirazione.

 

Vedo l’approccio malinconicamente delicato del sogno perduto di un amore. Ma anche se era illusione rimane ancora nelle camere dell’anima come una viola, come un’offerta che sta chiamando in silenzio per pregare sulla carne del sogno perduto....

 

dalla prefazione di Antonia Tsitsi

 

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5

A te che hai questo libro tra le mani, voglio dare un consiglio: sfoglialo con delicatezza, leggilo con garbo. Perché quando si entra nell’Anima di qualcuno, lo si fa in punta di piedi, con discrezione.

E’ questa sensazione che sentirai man mano che procederai nella lettura. Ti addentrerai nell’Anima dell’autore, ne scruterai i meandri, i labirinti, le sinuosità fatte di ricordi, di storia, di cultura, di spiritualità.

Sorriderai mentre il bambino di ieri, pur tra stenti e privazioni, ha voglia di scherzare con sua madre e intavola con lei un finto battibecco che culmina con una meritata “gargiata”.

Ti commuoverai quando l’autore ti accompagnerà lungo un percorso in cui i momenti di gioia emergono con prepotenza, nonostante i dolori e le sofferenze che hanno......

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3

PREMIO STREGHETTA 2012

Sergio Cancelliere vive la sua vocazione poetica e filosofica, la sua trasparenza evocativa dei sensi, dei presagi scaturiti da piccoli eventi, o dalla Memoria, o da Riflessioni sul Tempo, dei solchi che i sogni gli lasciano nel cuore, per tentare il pindarico volo, quello che impedisce l'appagamento per mete raggiunte, quello che innesca - come in Ulisse – il gusto dell’eterno viaggio, la spinta irresistibile ad esplorare il senso del sentire, quello del dolce è l’arrivo, dolce è il ripartire. .......

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2

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Scrivere di poesia, soprattutto per chi non crede in nessun messaggio o commento sull’espressione di chi coltiva la creatività, comporta una certa fatica. L’impresa letteraria che l’Ars Nova ha affrontato con la pubblicazione di un volume dedicato a 12 poeti è di grande portata culturale. I soci di questo Centro, che opera nella città di Enna da ben 18 anni, hanno creduto nell’iniziativa, e la loro produzione poetica lo testimonia, senza nessuna ambizione sconsiderati propositi, di farsi conoscere o aspirare a diventare qualcuno, il contenuto di ogni singola poesia. Leggendo i vari componimenti, ci si accorge che, nonostante il declino inarrestabile di una società che non è capace di fornire delle risposte, o di imbonitori televisivi che si pavoneggiano quando esprimono la loro vuotaggine, esiste ancora chi crede nei sentimenti, nei va-lori senza tempo, nell’onestà intellettuale e in un mezzo di comunicazione diverso.

I dodici autori presenti nella pubblicazione, non sono metaforicamente parlando, gli apostoli che seguono un messia. Ognuno di loro ha le idee ben chiare su come proporsi agli altri, su come comunicare i propri stati d’animo, un parlare con il cuore e con i sentimenti che...........

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1

I versi della raccolta poetica dell'amore e della sofferenza di Roberta Russo esprimono un linguaggio poetico, frutto di un intenso rapporto trariflessione, intesa come "l'appropizione del nostro forzo per esistere e del nostro desiderio d'essere attraverso le opere che testimoniano questo sforzo e di questo desiderio" , e l'inesauriblile ricerca di Verità, quella verità che è Luce, che attraversa i "Silenzi"del tempo, sino a incontrarsi nella quiete dell'infinito universo dell'Essere... Tratto dalla postfazione diSanto Calzetta

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