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Collana/Poesia/28

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Titolo:Di nebbie e di assenze

Autore Sergio Trapani

 

 

Formato: 15x21 cm

brossura

80 pagine

 

Copertina:

Studio Maurizio Vetri

Fotografia di copertina :

Maurizio Vetri

 

 

Prima edizione: ottobre 2020

 

ISBN 978-88-99782-66-5

 

 

Prezzo di copertina: Euro 12,00

 

 Sfogliare i pensieri disordinati di Sergio Trapani è un po’ come ripercorrere a ritroso il film di una vita, anzi di tante vite.

Tante vite, comprese quelle che abbiamo vissuto da amici veri e inossidabili, perdendoci e ritrovandoci più volte. E a ogni nuovo incontro, la consapevolezza di un legame sempre più forte, più autentico, più vivo.

Come quando da ragazzi ci dilettavamo con i giochi più inverosimili, escogitando quiz improbabili, recite teatrali, film d’azione modello 007. Condividendo partite di pallone per strada, tornei di subbuteo improvvisati sulla moquette di casa con simulazione di inediti campionati del mondo che si concludevano con verdetti inverosimili. Come la vittoria della Palestina, nientemeno, in finale contro l’Olanda di Cruyff.

La nostra vis creativa, la nostra fantasia senza limiti. La nostra eterna voglia di sorridere, trastullati dalla nostra eterna ingenuità.

Non per altro dopo quasi mezzo secolo ci si ritrova accomunati dalla stessa passione. La scrittura. La viva voce dell’anima che racconta una storia infinita nelle pagine di un libro.

E il libro di Sergio è la storia infinita di un’anima vera, sincera.

Uno scintillio di voci e di visioni che di incanto rinverdiscono indelebili ricordi. E infrangono le mura di una nebbia. E colmano i vuoti di un’assenza.

 

In queste pagine, in questa sequenza di schegge emotive che si rincorrono come frammenti di esistenza sospinti dal vento della poesia, Sergio rivela un’abilità maieutica che non è da tutti. Una grande capacità di estrarre parole,  silenzi, grumi di dolori sopiti. Suoni indelebili da distillare magicamente in note di musica, vibranti nel pentagramma di un ego limpido, desideroso di luce e di vivida armonia.

 

Una giostra di fotogrammi che ritraggono l’uomo vero, dentro e fuori. L’uomo che riesce a poetizzare persino la palla calciata da Sinisa o le tasche che si svuotano delle poche monete rimaste. Azioni comuni del vivere quotidiano che di colpo si illuminano della stessa colorata fluorescenza con cui il verbo descrive il battito di un cuore, il calore di un respiro.

Non esiste una sola parola che sia ridondante o sprecata. Non esiste nulla di scontato, di pleonastico. Ogni riga descrive un tutto, ogni frase è un’esperienza di vita riflessa nella coscienza di ognuno.

Anche le note più amare, ombreggiate dal dolore, ammantate dal grido sordo dell’anima, si spogliano d’incanto della loro cruda essenza e si intridono di delicata armonia, lasciando trasparire un messaggio di speranza, di matura accettazione. Ed è qui che il poeta consacra la sua reale essenza e diviene maestro di saggezza, artista a tutto tondo.

E alla fine della lettura si ha solo tanta voglia di rimanere in silenzio, per rivisitare il sogno, per ripercorrere il fiume di emozioni a ritroso, per rendersi conto che ogni verbo è un ologramma che ingloba la storia di una grande anima, nella sua interezza, nel suo Tutto, dentro e fuori.

 

Ho letteralmente divorato queste pagine, ripercorrendo i nostri primi cinquant’anni col timore di aver lasciato indietro qualcosa, di aver perso per strada qualche pezzo di vita, qualche frammento di noi.

E magicamente, alla fine del libro, tutto improvvisamente torna e si completa. La sua storia, le nostre storie.

E per un attimo intravedo i nostri corpi ormai maturi, le nostre barbe bianche. Le nostre sagome di mezza età accovacciate su una moquette qualunque a simulare un nuovo torneo mondiale.

E giù risate. E pacche sulla schiena. Come quando si giocava per strada, in via Pirandello. Perché insieme ne abbiamo fatta di strada.

 

E tu, caro Sergio, con questa tua pregevole opera hai solcato la strada più breve per arrivare dritto nel cuore di chi legge.

E restarci dentro.

Per sempre.

 

 

Giovanni Lo Giudice

 

L'Autore

Sergio Trapani, ennese, è nato nel 1964.

Nel 2002 ha vinto l’ottavo premio internazionale “Le caravelle d’oro” a Casalecchio di Reno (BO) con la poesia Blue Curacao. La poesia “Centro Commerciale” è stata tra le opere segnalate nella VI edizione del Concorso di Poesia del Comune di Candia Lomellina, nel Pavese.

Ha vinto una menzione di merito nel concorsi di poesia “Sogno di un caffè di mezza estate” a Forlì con l’opera “Ore 11.30....bevo un caffè”.

Di nebbie e di assenze è la sua prima raccolta di poesie.

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"Di nebbie e di assenze"

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