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Collana/Pagine&Cinema/

Sceneggiatura completa e fotografe di scena del film

Titolo:

FRANCA

Autori: Antonella Barbera - Patrizia Fazzi

Formato: 21x29,7 cm

brossura

88 Pagine

 

60 Fotografie a colori

 

Copertina: Studio Maurizio Vetri

 

isbn 978-88-99782-28-3

 

Prezzo di copertina: Euro 20,00

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Un’ overview sul cortometraggio Franca deve necessariamente partire dal titolo, poichè, se qualcuno lo avesse dimenticato, Franca è un voluto omaggio a Franca Rame e più precisamente alla Franca che ha subito una violenza sessuale nel 1973.

Il pretesto è uno spettacolo realizzato da Patrizia Fazzi dal titolo “Se l’arte è donna”; spettacolo multilingue in cui, tra le tante protagoniste, l’unica italiana è proprio Franca Rame.

Troppo pochi i 3 minuti per rendere un compiuto omaggio ad una protagonista assoluta del teatro italiano novecentesco ma sufficienti per farle una carezza, per tributarle un segno di affetto e di stima.

La narrazione visiva di questo brevissimo corto è come un continuo spostamento fisico, tangibile, dentro e fuori la mente e la memoria della protagonista: i close-ups, gli sfocati, gli avvicinamenti della protagonista alla camera fino a sottrarre luce all’obiettivo, sono stati i mezzi attraverso cui la donna diviene spazio e interiorità in soluzione di continuità.

Il buio spesso provocato dall’estremo approssimarsi dell’attrice all’obbiettivo ha la funzione evocativa di rimandare alla scena successiva con una dissolvenza a nero, quasi una porta oscura verso il ricordo di un’esperienza, buia anch’essa.

L’attrice si è mossa avanti e indietro nello spazio vuoto di questo grande appartamento alla ricerca delle ragioni di un vissuto non voluto, non accettato; esattamente come il videogame Snake che più si avviluppa e meno spazio lascia a se stesso, meno luce. La luce naturale di Palazzo Militello, con le sue tante finestre esposte in tutte le direzioni cardinali si è prestata facilmente al raggiungimento di un incarnato sempre candido e delicato, quasi infantile.

 

A proposito di questo, la scelta dell’attrice Adriana Lunardo è stata dettata in parte dalla precedente esperienza teatrale

che le ha visto interpretare la parte della stessa Franca Rame, in gran parte però è stata motivata dalla limpidezza del suo giovane sguardo e dall’evidente contrasto ossimorico che esso genera in opposizione all’immagine della stessa Rame, all’epoca dell’abuso già quarantenne.

E’ sempre presto per subire un abuso.

Il testo si muove nello spazio in armonia con la protagonista: si muove nelle stanze della mente spesso trovandosi di fronte ad un muro, ad una porta chiusa,  ad una stanza buia, senza soluzione. Le analogie, gli interrogativi, i ragionamenti della giovane donna in scena non funzionano mai. Non è una colpa essere sorridente, essere bella, e a nulla vale ricorrere alle solite domande rituali, alle domande che si pongono “tutte”, che si pongono “sempre”.

La scena della violenza, stlizzata in un ondeggiamento delle due figure in controluce, dentro una stanza ormai vuota è sempre parte della memoria, è parte della rielaborazione della protagonista.

La candela che si spegne brutalmente, man mano che la stessa scena si “consuma”, è la voce più forte del momento sebbene tutto nella narrazione sembra tacere.

Non tace nulla invece: la colonna sonora c’è ma non si “sente” poiché è flebile fruscio, editato appositamente, impercettibile ma presente.

Audio “a vuoto” simbolico, volutamente ripreso con i microfoni posizionati in alto, nelle stanze vuote. Buio e silenzio ai quali si aggiunge, come necessaria condizione, il “vuoto”.

La luce albeggia nel corto soltanto dopo la violenza; dapprima come debole fiammella di candela accanto al corpo maltrattato della protagonista, quasi ad auspicare un ritorno alla realtà ma anche alla vita, passato un incubo; successivamente la luce sarà sempre maggiore, seppure nei suoi diversi gradienti fino a culminare nella penultima scena in cui la protagonista, a testa bassa e con la mano a interrompere il pianto, se ne vergoga.

Il giorno porta con se le evidenze di “un disastro” e la constatazione che i lupi hanno davvero rubato qualcosa di importante, di inconoscibile; la protagonista piange, guarda in camera, abbassa la testa un’ultima volta.

Buio

Gli Autori

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Gli Autori

Antonella Barbera

 

Antonella Barbera, classe 1975, musicista e regista ennese, esperta di regia, montaggio e sceneggiatura, si occupa di realizzazione di filmati dal 2004.

Studia oboe e flauto traverso presso il Conservatorio V.Bellini di Caltanissetta. Nel 1999 entra a far parte del gruppo di musica etnico-popolare I Petri ca Addumunu, gruppo con il quale per quindici anni si Ë esibita in Italia e all’estero in concerti, lezioni didattiche sui canti perduti del mediterraneo e realizzando colonne sonore per diversi documentari e producendo due lavori discografici “Cuccurucuntu” 2006 e “Stajuni” 2014.

Nel 2005 dirige il suo primo cortometraggio “L’albero delle trasparenze” e nel 2008 “PramË”; dal 2009 inizia il sodalizio artistico con Fabio Leone, suo compagno nella vita con cui realizza numerosi cortometraggi, spots, documentari e videoclip musicali. Il primo cortometraggio prodotto in coppia con Fabio Leone, “Le Lune” (2010), dar‡ anche il nome alla casa di produzione indipendente.

Tra i tanti lavori filmici realizzati sotto questa denominazione ricordiamo il docu-spot “Cunegonde” (2012), il cortometraggio “Io Voglio” (2013), la videoclip “Cantu e Cuntu” (2013) interpretata da Rita Botto, il pluripremiato cortometraggio “Appesi al muro” (2014) e tanti altri.

Nel 2017 realizza tre cortometraggi; “Negative” e “Franca” (quest’ultimo in coregia con Patrizia Fazzi), entrambi per la competizione “My Rode Reel 2017”.

Il terzo cortometraggio “Che altri occhi ti guardino”, dedicato alla memoria di Peppino Impastato, ha gia ricevuto numerosissimi riconoscimenti in giro per l’Italia.

 

Patrizia Fazzi

 

Patrizia Fazzi nasce come attrice della Cooperativa Nuove Proposte di Enna alla fine degli anni ‘70. Partecipa alla produzione di diverse produzioni teatrali che vengono rappresentate in tutta la Sicilia, in varie regioni dell’Italia e fuori dai confini nazionali tra cui Londra al Covent Garden.

Le produzioni spaziano dal Teatro di figura fino al Teatro di strada passando dal Teatro ragazzi e dai Laboratori all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, portando gli spettacoli all’interno di prestigiose manifestazioni e festivals.

Dal 2015 si occupa di regia indirizzata prevalentemente a giovani studenti.

Fabio Leone

 

Fabio Leone, classe 1979, fotografo, musicista e videomaker ennese, laureato al Dams di Palermo, indirizzo musica nel 2004; ha conseguito un master universitario in Comunicazione e Linguaggi Non Verbali alla Ca’ Foscari di Venezia nel 2007.

Appassionato di arti dell’immagine dal 2006; si Ë occupato di videoarte, fotografia e realizzazioni filmiche con Antonella Barbera, sua compagna nella vita. Fondatore con Antonella Barbera delle “Produzioni Le Lune” nel 2010. Sempre con Antonella Barbera realizza numerosissimi cortometraggi, videoclip e spots. Tra le pi˘ importanti realizzazioni ricordiamo il documentario ironico scientifico in due episodi: “Sicilian Space Program” e “Sicilian Spase Program II”(2014), le videoclip “Battle For Attention” di Sergio Beercock (2016), “D’amurusu Paisi” di giuseppe Di Bella ed Enrico Coppola (2016), “All’alba”(2015) e “Democratica”(2016) di Davide Campisi, “Parlami”(2014) e “E’ arrivata l’estate” (2016) di Roberto Cohiba, “Serenatacuminata” e “I fuochi della terza età” (entrambe del 2015) per la Cicciuzzi’s unable band, “La barca blu” e “Gravity” (2016) di Cristina Russo.

Questi progetti ed altri ancora sono sempre stati scritti e diretti da Antonella Barbera e Fabio Leone.

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