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Cat 122

Collana/Poesia/38

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 VERRANNO EVASI nella giornata di MARTEDì  27

Titolo: Macerie liriche

Autore: Luigi Maione

 

Formato: 15x21 cm

brossura

148 pagine

 

Opere di copertina e interno: Luca Lischetti

 

 

Prima edizione: dicembre 2022

 

ISBN 979-12-81306-01-1

 

 

Prezzo di copertina: Euro 15,00

 

 

IPrefazione

di Francesco Aliperti Bigliardo

 

Cominciamo dall’assurdo. Senza paura dell’osceno. Cominciamo dalle domande perché anch’io cerco risposte.

Perché ancora si fa poesia, dunque? Cosa dovremmo farcene di tutte queste parole? Cosa spinge i contemporanei a insistere con questa pratica di raccogliere appunti e spargere semi? Siamo ingenui o più semplicemente presuntuosi? Perché dalle bombe che scavano pozzi alla ricerca del petrolio altrui, darsi tanta pena per giustificare questa ostinazione? Non sono forse sufficienti tutte le celebrate liriche che dal passato piovono nelle nostre esistenze? Da sopravvissuti, sotto le macerie della guerra necessaria, non dovremmo forse preferire il silenzio, l’ascolto, la preghiera?

Non risponderò a tutto questo né lo farà Maione. Perché non conosciamo bene ogni risvolto. Sappiamo però che un sentire sotterraneo e istintivo resiste alle pressioni che i sistemi esercitano imponendo sovrastrutture. A quelle corporazioni che lavorano per ridurci a mosche cieche che giocano, con se stessi, a “mosca cieca”. Riempiamo fogli, dunque, perché innamorati di resistenza. Per abitudine, esposti come siamo, da millenni, a una cultura che ci ha educati al dubbio. Difendiamo questa attitudine a dispetto del nuovo corso urlato dalla propaganda. Portiamo testimonianza, porgiamo la nostra versione della storia a chi verrà. A chi vorremmo ci avvicendasse potendo contare su una pluralità di fonti. Interroghiamo la vita. La nostra vita, quella percepita dai nostri sensi. La teniamo in relazione col circostante, in attesa degli esiti del traffico di informazioni che ne scaturisce.  “Un Dio Moribondo ha assunto noi e il nostro massacro. Tutti gli uomini sono Dio / eccetto Dio e io / È Dio / il caos” questo facciamo perché è nel distillare parole che ci sentiamo proiettati alla ricerca di un senso che rischierebbe altrimenti di restare per sempre occultato. Tutto questo, io dico, aumenta il suono dell’universo, ne alimenta il battito, ne prolunga il respiro.

Immersione ed emersione, immersione ed emersione, immersione ed emersione… fasi dello stesso processo che si inseguono come siamo naturalmente portati a percepire se ci allontaniamo dal racconto che le dottrine e le istituzioni servono nelle scuole.

“La vita pulsa / siamo solo ritmo” siamo vivi; perciò, quando assegniamo un valore alle carcasse che ci contengono e le rendiamo disponibili a risuonare degli echi e delle suggestioni che ci mettono in continuità col tutto al di sopra del tempo, “del nostro tempo che è divieto / è solitudine virale / progresso criminale”.

Siamo ancora vivi quando contempliamo la bellezza che ci contiene, quando ribaltiamo l’ordine costituito e smontiamo quello costruito, quando con uno sforzo che ci rende divini, creiamo universi paralleli e ci concediamo parafrasando il poeta “l’opportunità di morire nelle proprie parole giungendo sino qualche volta a ridere.”

La raccolta che per obbedire a un impulso indotto dal nostro scolastico procedere ai contenuti, si articola in quattro differenti capitoli è, di fatto, il tracciato descritto da una sola esistenza. La traiettoria definita da un’anima che fa sentire da subito la sua voce. Che è acerba e spontanea nella giovanile raccolta “Per mai domare” che in questa raccolta trova il modo di testimoniare del suo evolvere e regredire, del suo pulsare o come prima si diceva, del suo continuo immergersi e affiorare. Una traiettoria continua che per non disorientare il lettore, ci viene presentata come una spezzata con i suoi vertici, con le sue stazioni di partenza e arrivo anche se è evidente che non muta la tensione. Che di continuo e senza interruzioni “Si attende il domani / a parole e a gesti / dietro finestre chiuse.” Nel tempo dunque cambiano le modalità e il metodo ma resta intatta l’intenzione di indagare il mistero della propria esistenza nel contesto del divenire universale. Che è poi lo stesso anelito che spinge Maione a interrogarsi sul perché dell’amore, del desiderio, della rovinosa caduta di ogni volontà e del tentativo di capire “dove la vita accelera e si schianta”

L’autore ci invita ripetutamente a salire sulla navicella spaziale lanciata in esplorazione del quotidiano, a essere parte del laboratorio in cui, non senza ironia, si elaborano i dati che ininterrottamente le sonde trasmettono all’unità centrale. Facciamo “esperienza della sua esperienza” e ci ritroviamo passeggeri dello stesso convoglio in cui “Ognuno dice la sua / morti e vivi / in questi treni senza motivi / alle sette del mattino.”

Non manca il conflitto, il desiderio di rivoluzione e l’amaro e insofferente conformarsi allo status quo di un’umanità che si lascia omologare piuttosto che dedicarsi alla personale ricerca di un senso più nobile e universale al proprio percorso. Così egli stesso ammette “Ho preso tempo / e si è fatto tardi” invoca clemenza “Lasciate che si srotoli del tutto / la pellicola di questo sogno amaro. / Non tagliate la musica, così come i titoli di coda.” e infine riconosce che a prescindere dagli esiti del suo procedere anarchico, giunta la sera “…mi toccherà vivere.”

Vivere non si può fare altro, dunque, che persino l’atto estremo del suicidio è a ben riflettere, in logica continuità con l’essere venuto al mondo. Sembra perciò che per rendere più piacevole il transito, non ci sia alternativa se non scegliere in che modo affrontare i nostri giorni e chi vorremmo avere sempre al nostro fianco come nostri compagni di viaggio.

 

Francesco Aliperti Bigliardo

 

 

L'Autore

Luigi Maione, napoletano residente a Milano, è musicista e poeta. Cantautore del Club Tenco (1995). Premio Poesia Capodieci, (Roma 1982) Menzione d’onore Memorial Sermoneta (Roma apr 2019). Luigi Maione è il chitarrista storico del Rhapsodija Trio, il celebre gruppo milanese di musica zigana e klezmer, con cui ha inciso 8 cd e si è esibito in Italia e all’estero. Ha lavorato con Antonio Albanese e Michele Serra, Moni Ovadia e Antonella Ruggiero, La Compagnia di teatrodanza Abbondanza-Bertoni, Giovanni Nuti e Lucia Bosè nel progetto Alda Merini; con la danzatrice del ventre e attrice portoricana Kesia Elwin, la mezzo-soprano Rachel O’ Brien, Camilla Barbarito e Fabio Marconi, le attrici Benedetta Laurà e Debora Mancini e tanti altri…

Ha partecipato a diverse colonne sonore di film tra cui “Pane e Tulipani” e “Agata e la Tempesta” di Silvio Soldini. Nel film Il Mnemonista di Paolo Rosa è anche apparso in video. Ha lavorato e inciso con la band afro-beat, Mamud Band, col sassofonista Massimo Cavallaro, col cantante e flautista israeliano Eyal Lerner e con l’ Ensemble arabo-israeliano NUYALLA, con cui ha tenuto concerti per la pace in tutta Italia. Nel 2017 ha realizzato il suo primo cd cantautoriale “ASSASSINI SI NASCE” con 9 tracce di sua composizione. A maggio del 2019 è uscito il secondo cd “PAROLA DI FRANZ!” presentato a Milano il 2 giugno per l’Etichetta Alter Music.

Nel dicembre 2020 ha pubblicato presso Maurizio Vetri edizioni il suo libro di racconti “Il diario di Mister Ics e altri racconti.”

Nel giugno 2022 pubblica il cd “GRANCIRCO”, con 11 brani originali.

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